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Verbale Riunione Intercomites - 2010-03-13
 
RIUNIONE DEL COMITATO DEI PRESIDENTI DEI COMITES U.S.A. 2010-3-13

Verbale della riunione del Comitato dei presidenti dei Comites U.S.A. tenutasi in data 3 marzo 2010 presso la sede del Comites di Miami, in 2575 Collins Avenue, Miami Beach, Florida, come convocata dal Coordinatore, ai sensi dell’art. 6 della legge n.286.

Alla riunione erano presenti:

1. Arcobelli Vincenzo (Presidente Houston)
2. Cicala Carmelo (Presidente Washington D.C.)
3. Di Piazza Tony (Delegato New York)
4. Ferrigno Salvatore (Presidente Philadelphia)
5. Liberati Angelo (Presidente Chicago)
6. Mannocci Carlo (Delegato San Francisco)
7. Mazza Joe (Delegato Boston)
8. Ribaudo Paolo (Presidente New Jersey)
9. Sassi Cesare (Presidente Miami)
10. Scamardella Pasquale (Presidente Detroit)
11. Tarantelli Piero (Presidente Los Angeles)


Era presente per l’Ambasciata italiana in U.S.A.:

1. Rocca Marco, Console Generale a Miami

Erano inoltre presenti:

1. Giordano Basilio, Senatore
2. Berardi Amato, Deputato
3. Traina Francesco, Commissione Giovani

Ordine del giorno:


1) Lettura ed approvazione del verbale della riunione precedente

2) Elezione del coordinatore per il prossimo esercizio.

3) Chiusura dei Consolati di Filadelfia e di Detroit nel 2011

4) Progetti di legge di riforma Comites e C.G.I.E.

5) Rapporti Comites-C.G.I.E.

6) Anagrafi consolari e disponibilità dei dati per i Comites.

7) Riacquisto della cittadinanza italiana persa prima del16/8/92.

8) Coordinamento e controllo degli enti gestori.

9) Ruolo del Sottosegretario con delega per gli italiani all'estero.

10) Rapporti con “RAI Internazionale”.

11) Coinvolgimento dei Comites nelle nomine locali.

12) Rimborso spese per azioni legali subite.

13) Eventuale chiusura del Comites di Chicago.

14) Chiusura degli uffici scolastici nei consolati


Il Coordinatore, Ferrigno, apre la seduta alle ore 9:30 e invita i presenti alla lettura ed all’approvazione del verbale della precedente riunione , tenutasi in data 21 marzo 2009: il suddetto verbale viene approvato all’unanimità, con l’astensione del Pres. Scamardella Pasquale, perche` non presente alla suddetta riunione e non sufficientemente informato.

Riguardo al secondo punto all’ordine del giorno, il coordinatore Ferrigno fa presente che, essendo stato eletto alla fine della precedente riunone dell’Intercomites, non ha avuto modo di adoperarsi quale coordinatore dello stesso organismo durante la riunione. Propone quindi di spostare il secondo punto dell’ordine del giorno, che appunto prevede la rielezione del coordinatore, ad ultimo punto da discutere nella presente seduta, in modo tale da poter esercitare egli stesso la funzione di coordinatore della stessa. Si apre un dibattito, dove il Pres. Sassi fa presente che non bisogna cambiare l’ordine del giorno. La maggioranza dei presenti concorda di mantenere l’ordine del giorno e di procedere con la votazione del nuovo coordinatore, lasciando il coordinamento della riunione odierna a Ferrigno. Dalla seduta emergono tre candidati alla funzione di coordinatore: Tarantelli, Cianfaglione (proposto da Di Piazza) e Liberati. Si apre una breve discussione sulle funzioni specifiche del coordinatore e sulla possibilita’ che un candidato già eletto come Cianfaglione possa di nuovo candidarsi. Il Pres. Cicala ricorda che nella riunione di San Diego si e’ deciso all’unanimità’ che un coordinatore possa essere eletto per due volte nella durata del mandato Intercomites. Il Pres. Arcobelli precisa che quanto precisato da Cicala e’ vero solo nell’ipotesi di mancanza di nuovi volontari alla candidatura di coordinatore; cita inoltre il “gentlemen agreement” tra i membri dell’Intercomites nel quale si afferma che la priorita’ e’ di coloro che non hanno mai svolto suddetta funzione. Il coordinatore Ferrigno prende la parola dicendo che bisognerebbe presentare maggior attenzione alla funzione di coordinatore, portando l’attenzione sul fatto se sia più importante, la rappresentanza di una certa comunità o la competenza individuale come elemento importante nella scelta di un coordinatore. Prende la parola il Pres. Ribaudo affermando che il coordinatore deve essere una persona competente e al servizio di tutti i presidenti: lo stesso infatti recrimina l’operato del coordinatore in quest’ultimo anno.
Prende la parola il Pres. Sassi che sottolinea lo stesso principio, secondo cui si dovrebbe dare più peso alla competenza del coordinatore che alla rappresentanza e precisamente che “Il coordinatore, e’ un collega al servizio di tutti i presidenti dei Comites”. Il Pres. Arcobelli afferma che esiste un regolamento interno per le funzioni ed i compiti del coordinatore Intercomites, quindi dovrebbe essere sufficiente l’attuazione del regolamento. Interviene quindi il Pres. Liberati facendo notare che la comunità’ di New York e’ stata rappresentata in quanto il Presidente della stessa, Cianfaglione, e’ gia` stato eletto pur dimettendosi poco dopo. Lo stesso Pres. Liberati annuncia la propria candidatura, dicendo che assegnando il coordinamento dell’intercomites al presidente del Comites di Chicago sarebbe utile per annullare ogni speculazione sull’inefficienza dello stesso e conclude ribadendo che la carica di coordinatore potrebbe essere un elemento per dimostrare l’efficienza del Comites di Chicago. Il Pres. Tarantelli illustra le motivazioni della propria candidatura: efficienza e coordinazione di tutte le richieste dei presidenti dei Comites; apertura e dialogo con i membri del CGIE; maggiore attenzione al rapporto con il Ministero degli Esteri. Il Delegato Di Piazza sponsorizza la candidatura del proprio Presidente Cianfaglione, argomentando che il grande lavoro svolto nella comunità di New York ha messo in luce capacità e competenze che potrebbero essere trasferite nell’ambito dell’Intercomites. Si procede alla votazione. Vengono scrutinati 5 voti per il Pres. Tarantelli, 4 voti per il Pres. Cianfaglione, 2 voti per il Pres. Liberati. Viene nominato nuovo coordinatore dell’Intercomites il Pres. Piero Tarantelli. Prende la parola il coordinatore Ferrigno che presenta ai convenuti il Senatore Basilio Giordano e l’On. Amato Berardi. Prende la parola il Senatore Giordano, che ringrazia i membri per l’invito a partecipare alla riunione. Lo stesso fa presente che da poco e’ stato inserito nella commissione Esteri del Senato. Questa sua nomina nella suddetta commissione e’ molto importante per gli italiani all’estero ed e’ inoltre avvenuta proprio in un periodo di grandi cambiamenti nella legislazione di questa fattispecie.
Interviene in seguito l’On. Berardi che ringrazia a sua volta per l’invito a partecipare all’odierna riunione e gratifica i membri per il lavoro svolto nelle proprie comunita’. Inoltre invita gli stessi a presentare proposte di miglioramento e aggiornamento della legge, per la modifica della rappresentanza degli italiani all’estero al vaglio del Parlamento. Il coordinatore Ferrigno presenta quindi il Console Generale di Miami Dott. Marco Rocca, il quale sostituisce in questa sede il Primo Consigliere Maggipinto dell’Ambasciata Italiana a Washington. Lo stesso Console Generale Rocca tiene a precisare che l’interlocutore dell’Intercomites è l’ambasciata di Washington e quindi ogni singola richiesta presentata in questa sede sara’ comunicata all’Ambasciata.

Sul terzo punto il coordinatore Ferrigno chiede espressamente ai membri del Parlamento italiano presenti se hanno novità riguardo alla chiusura di questi due consolati negli USA. L’On. Berardi riferisce che ci sara’ una riunione tra 10 giorni con il Ministro degli Esteri nella quale verranno affrontati con maggiore dettaglio queste chiusure, che al momento non dovrebbero avere una base concreta. Il Sen. Giordano concorda con Berardi, confermando che al momento non ci sono elementi sicuri per definire la chiusura dei due Consolati. Prende la parola il Pres. Ribaudo, il quale suggerisce di fare una lettera di protesta da recapitare ai due parlamentari quale voce della comunita’ italiana in America contraria a queste due chiusure. Il Pres. Sassi osserva che sarebbe prioritario chiudere prima i consolati in Europa e poi quelli in USA. Il Pres. Tarantelli propone di fornire motivazioni valide alla non chiusura di questi due Consolati. Il Delegato Di Piazza fa notare la singolarita` della decisione quando proprio nel momento in cui spicca la presenza della Fiat a Detroit si parli di chiusura del consolato italiano. Interviene quindi il Pres. Scamardella, il quale comunica che: ci sono 14,200 iscritti all’AIRE nella circoscrizione di Detroit; che lo stesso Consolato serve 5 stati: Michigan, Ohio, Kentucky, Tennesse e Indiana; che l’idea di un accorpamento con il Consolato di Chicago non è ragionevole. Per quanto riguarda il fattore costi, i costi operativi di Detroit sono del 50% minori di quelli di Chicago. Per quanto concerne invece l’efficienza e l’operatività’ della struttura Consolare, ad oggi Chicago gestisce 11 stati, quindi con l’accorpamento di altri 5 stati si troverebbe a gestire 16 stati. Questo scenario porterebbe ad una completa disfunzionalità nei servizi per la comunità italiana. Oltre alla fusione Crysler Fiat, altre compagnie italiane si stanno muovendo nell’area di Detroit cole Campari e Magneti Marelli. Tutto questo portera’ un afflusso di italiani che avranno bisogno di servizi consolari. Tutta la comunità italiana esercita una pressione forte, volta ad evitare la chiusura di tale consolato. Pare che anche Sergio Marchionne, CEO della Fiat, si stia impegnando per opporsi alla chiusura del consolato.
In conclusione si decide che il nuovo coordinatore Tarantelli scrivera’ una lettera, a nome di tutto l’Intercomites, da spedire ai due parlamentari, supportata dalle motivazioni, che verranno suggerite dai due Comites i cui consolati sono soggetti alla proposta di chiusura.

Sul quarto punto all’ordine del giorno, prende la parola il coordinatore Ferrigno che introduce l’argomento della legge di riforma dei Comites e del C.G.I.E.. Egli afferma che la riforma in atto prevede parziale chiusura di molti Comites in America. Il Pres. Cicala tiene a precisare che ad oggi nulla di concreto e’ stato deciso ed invita tutti ad aspettare l’esito finale della legge al vaglio in Parlamento. Prende poi la parola il Pres. Arcobelli, il quale presenta, ai due parlamentari presenti, una proposta di riforma della legge del 2001. I punti toccati dalla proposta sono i seguenti:
• Evitare la chiusura dei Comites americani.
• Comites nelle circoscrizione Europee con piu di 10,000 iscritti all’AIRE, mentre nei territori vasti basterebbero 3000 iscritti all’AIRE.
• I Comites non devono essere nominati dal Consolato ma devono essere eletti dai cittiadini residenti.
• Ruolo piu’ attivo dei Comites nello stilare relazioni da presentare ai rappresentanti eletti nella circoscrizione elettorale circa l’andamento di quello che sono tutte le attivita’ concernenti Consolati, Patronati, Camere di Commercio, delle circoscrizioni consolare di apparteneza.
Interviene a questo punto il Sen. Giordano che accoglie volentieri la proposta del Comites di Houston, egli stesso dice che c’e’ spazio per l’introduzione di miglioramenti alla legge al vaglio della commissione incaricata della legge di riforma. Aggiunge che la riforma in atto per i Comites ed il CGIE e’ una riforma voluta dai due schieramenti politici. Il Pres. Arcobelli, osserva che e’ in totale dissaccordo con l’attuale proposta di legge Tofani al vaglio in Senato. Il Pres. Cicala prende la parola citando da fonti di stampa, una serie di punti che l’attuale legge modificherebbe. Il Sen. Giordano sottolinea che e’ ancora presto per parlare di modifiche effettive alla legge, in quanto al momento la legge e’ in fase di bozza, quindi e’ difficile, secondo lo stesso, dire che cosa effettivamente sara’ modificato.

Per quanto riguarda il quinto punto all’ordine del giorno, Il coordiantore Ferrigno reclama una mancanza totale di comunicazione tra l’intercomites ed il CGIE. Lo stesso coordinatore Ferrigno afferma che il CGIE, nonostante sia un organo eletto dall”intercomites, non solo non ha mai rappresentato l’Intercomites ma altresi` ha ignorato completamente ogni tentativo di comunicazione portato in essere dallo stesso. Il Pres. Tarantelli interviene facendo presente che nel progetto di riforma della legge 2001 si dovrebbe modificare anche questo tipo di rappresentanza. In particolare sarebbe utile che il consiglio CGIE fosse aperto ai presidenti dei Comites. In questo modo, almeno, si andrebbe a definire un punto d’incontro dove si possa discutere organicamente, le tematiche di interesse generale. Il Pres. Cicala sostiene che nel progetto di legge in esame sarebbe prevista una modifica volta ad accorpare i due organi. Prende ancora la parola il coordinatore Ferrigno che legge una lettera ricevuta dai rappresentanti del CGIE. Nella lettera indirizzata al coordiantore i membri del CGIE si lamentano di non aver mai potuto partecipare negli ultimi due anni ad una riunione Intercomites, perche’ a detta degli stessi, le riunioni sono state sempre indette quando loro erano impegnati nelle sessioni di lavoro previste dalla legge istitutiva del CGIE.
Concludono la lettera con l’episodio ultimo della riunione indetta dall’ufficio scolastico dell’Ambasciata di Washington in data 13 marzo 2010, dove i membri del CGIE lamentano la mancanza di partecipazione dei membri dell’Intercomites. Il coordinatore Ferrigno precisa che nella lettera ci sono diverse inesattezze, sia sulla partecipazione dei membri dell’Intercomites alle riunione del CGIE che sull’ultima riunione indetta a Washington. Afferma inoltre che i membri dell’Intercomites si sono sempre resi disponibili e sono intervenuti in più occasioni ai lavori del CGIE, mentre varie volte sono stati stilati documenti che non sono stati mai presi in considerazione, come la sfiducia, deliberata all’unanimita` contro il Consigliere Silvana Mangione. Il Pres. Scamardella vorrebbe sapere com’e` nata questa mancanza di rispetto e di comunicazione tra Intercomites e CGIE. Il Pres. Arcobelli precisa che il Consigliere Silvana Mangione e` stata sfiduciata all’unanimita` dai presidenti dei Comites USA e da una mozione presentata al CDP del Cgie dai consiglieri Consiglio, Centofanti e Della Nebbia in occasione dellla riunione CGIE ed Intercomites USA svoltasi a Miami nel Settembre del 2007, come riportato a verbale della riunione del Cgie, quindi il comitato di presidenza e l`Assemblea Plenaria del CGIE avrebbe dovuto prendere provvedimenti invece di eleggerla Vicesegretario. Il coordinatore Ferrigno esprime dei dubbi sulla validita` di questa nomina. Il Pres, Sassi ribadisce che aver eletto la Mangione e` stato uno schiaffo morale a tutto l’Intercomites e la colpa non e` solo della Mangione, ma anche di quegli incauti che l’hanno eletta. Il Pres. Ribaudo sottolinea la mancaza di comunicazione tra i due organi e afferma che i membri del CGIE dovrebbero essere il collante tra le comunita’ italiane e il parlamento; conclude dicendo che in tema di riforma il CGIE non ha ragione di esistere piu’ come organo in quanto e’ stato sostitutito dall’elezione diretta al parlamento di candidati eletti nelle circoscrizioni consolari. Il Pres. Scamardella chiede al Sen. Giordano se i parlamentari sono a conoscenza dei lavori del CGIE e se vengono invitati ai lavori dello stesso organismo. Il Sen.Giordano afferma che i parlamentari sono invitati ai lavori del CGIE e che esiste comunicazione tra il CGIE ed i membri del Parlamento. Lo stesso Senatore sottolinea la differenza dei due organismi, che i Comites sono l’espressione diretta delle comunita’ e di consegueza sono i piu importanti interlocutori tra Parlamento e comunita’. Tutti sono concordi nello scrivere una relazione/lettera dove verranno affrontati tutti i temi di maggiore attrito tra i due organi.

Sul sesto punto all’ordine del giorno il Pres. Sassi, chiarisce che attualmente i Comites non hanno per legge alcun diritto all’anagrafe consolare. Il Pres. Arcobelli sostiene che grazie ad una disposizione interna, emanata dal Primo Consigliere d’Ambasciata Alberto Galluccio, alcuni Comites, tra i quali quello di Houston, sono stati in grado di accedere all’anagrafica consolare, composta solo di indirizzi, per l’invio del bollettino informativo. Tutti i convenuti sono concordi per richiedere una revisione della legge, perche` l’accesso all’anagrafica consolare permetterebbe ai Comites di poter raggiungere tutti i cittadini residenti nelle varie circoscrizioni. La conclusione di tutti i convenuti e’ quella di sottoporre ai parlamentari una riforma dell’attuale legge che vada nella direzione di permettere ai Comites di utilizzare l’anagrafe consolare ai fini di poter raggiungere la comunita’ italiana. Il Pres. Sassi propone che, nel frattempo, il coordinatore chiedera` all’Ambasciata di poter utilizzare la disposizione consolare che ha permesso ad alcuni Comites di utilizzare l’anagrafe consolare. Tutti i presenti sono d’accordo.

Sul settimo punto all’ordine del giorno, prende la parola il Pres. Ribaudo il quale racconta ai convenuti un episodio nel quale un cittadino italiano, in quanto nato in Italia, spostatosi poi in America all’eta’ di 35 anni, perse la cittadinanza italiana causa l’acquisto della cittadinanza americana. La legislazione italiana precedente non prevedeva la doppia cittadinanza. Il Pres. Ribaudo ribadisce che non si possono equiparare questi casi ai normali casi di richiesta della cittadinanza di cittadini non italiani, in quanto si tratta di cittadini nati in italia, leggittimi possessori della cittadinanza italiana che per cause maggiori si sono trovati costretti ad abbandonare tale cittadinanza e quindi e` necessaria una corsia preferenziale per questi casi. Il Delegato Di Piazza concorda ed aggiunge che il Comites di New York ha piu’ volte reclamato questa fattispecie ai vari politici che si sono presentati a New York nel corso di questi anni, senza pero’ riuscire a combinare nulla. Prende la parola il Sen. Giordano il quale afferma che c’e’ la volontà governativa di riaprire la legge del 92 e far rientrare nel programma di riacquisto della cittadinanza non solo le persone nate in Italia ma anche i figli delle stesse. Il Pres. Sassi prende la parola a nome dei convenuti e propone un decreto che modifichi la disposizione legislativa vigente con una procedura semplice e veloce per gli italiani nati in Italia nel riacquisto della cittadinanza.

Sull’ottavo punto all’ordine del giorno, sollecitato dal coordinatore, il Pres. Sassi pone l’attenzione dei convenuti sullo scarso coordinamento e la scarsa comunicazione tra gli enti gestori e i Comites. Pur riconoscendo un certo miglioramento generale, lo stesso auspica che ci sia uno scambio di informazioni tra la periferia, in questo caso i Comites, ed il Centro, l’Ambasicata a Washington. Prende la parola il coordinatore Ferrigno che invita i Parlamentari ad introdurre nella legislazione al vaglio del Parlamento, il punto relativo al fatto che i Comites possano operare da organo di controllo degli Enti Gestori. L’argomento è spostato sulle responsabilita’ dei Comites come organi di controllo ed in particolare se i membri dei Comites rientrano nella funzione di pubblici ufficiali. Prende la Parola il Console Generale Rocca, il quale afferma, citando una nota del Ministero degli Esteri, che i Membri dei Comites sono considerati pubblici ufficiali quando esercitano determinate funzioni che hanno conseguenze sulle decisioni della pubblica amministrazione. Il coordinatore Ferrigno sottolinea che la fattispecie puo’ essere soggetta a varie interpretazioni in quanto non esiste una legge specifica che regoli, in maniera dettagliata, questo aspetto della vita dei Comites. Il Pres. Ribaudo afferma che ha ricevuto una lettera dal Ministro di Grazia e Giustizia On. Alfano dove lo stesso concorda sulla natura di pubblici ufficiali dei membri dei Comites. Il Pres. Sassi sottolinea che nella circolare del Ministero viene specificato che sarebbero rimborsati, in caso di procedimento giudiziario favorevole, solo i pubblici ufficiali dipendenti dell’amministrazione dello Stato. Questo potrebbe comportare che in alcuni procedimenti giudiziari, ascrivibili solo ai pubblici ufficiali nelle loro funzioni, i membri dei Comites, in caso di esito favorevole, non verrebbero rimborsati perche` non dipendenti dello Stato. Tutti i convenuti condordano che nella nuova legge questa problematica debba essere trattata con maggior chiarezza.

Riguardo al nono punto all’ordine del giorno, il Pres. Sassi domanda ai convenuti chi e’ il referente istituzionale dei Comites. Si apre un dibattito, dove è chiarito che il referente istituzionale dei comites è Il Sottosegretario con delega per gli Italiani all’estero. Il Sen. Giordano afferma che i Comites dovrebbero passare prima attraverso i Consolati per poi arrivare al Sottosegretario. Il Pres. Sassi manifesta alcune perplessita’ in quanto in questo modo e` poco chiaro il ruolo del Sottosegretario e si costringono i Comites a riferire ai diretti Consolati con le conseguenze sofferte, col console precedente a Miami ed ora pure a Chicago. Il Sen. Giordano precisa che il Sottosegretario dipende dal Ministero degli Esteri, quindi i referenti istituzionali dei Comites sono a livello locale i Consolati per poi passare all’Ambasciata ed arrivare a Sottosegretario per gli Italiani all’estero come delegato del Ministero degli Affari Esteri.

Sul decimo punto all’ordine del giorno, prende la parola il Delegato Di Piazza che afferma che il Comites di New York e quello del New Jersey hanno incontrato il nuovo direttore di Rai Internazionale Daniele Renzoni che ha promesso cambiamenti sui programmi e maggiore accortezza alle esigenze delle comunita`. Il Pres. Sassi denuncia il fatto che non e’ possibile piu vedere via internet sui siti della rai il TG1, TG2 e TG3 e chiede cortesemente ai Parlamentari di provvedere alla riabilitazione del servizio di streaming dei telegionrali in questione in quanto sembra una discriminazione privare i residenti all’estero dalle trasmissioni via internet; inoltre riducendo la fruibilita’ di programmi all’estero si riduce la diffusione della lingua e della cultura italiana all’estero. Il Senatore Giordano andra` a fondo sull’argomento.

Riguardo all’undicesimo punto all’ordine del giorno, il Pres. Sassi, sottolinea l’importanza dei Comites nelle funzioni di controllo riguardo alle varie nomine Consolari di rappresentanti della Comunita’, come ad esempio nella nomine dei Consoli Onorari. Alcuni Consolati hanno per consuetudine sempre chiesto un parere al Comites, ma non esiste una norma ufficiale che stabilisce la dovuta richiesta di tale parere. Il Pres. Liberati ribadisce che questo principio dovrebbe essere valido anche per quanto riguarda l’assunzione degli impiegati negli uffici di rappresentanza della comunita’ italiana. Il Pres. Ribaudo sottolinea l’importanza di tenere separati gli uffici dei Consoli Onorari da quelli dei Patronati. Il coordinatore Ferrigno propone che tutti i Comites entro tre mesi presentino una relazione al coordinatore, nella quale vengano sottoposti a verifica tutti i Patronati e i Consoli Onorari in modo tale da fugare ogni ipotesi d’incompatibilita’ tra i due organi.

Sul dodicesimo punto all’ordine del giorno, il Pres. Sassi riporta la circolare ministeriale dove si chiarisce che ci sara’ un rimborso spese, se assolti, per i pubblici ufficiali. Tuttavia nella stessa circolare si parla di dipendenti pubblici quando ci si riferisce ai pubblici ufficiali. Quindi il Pres. Sassi chiede chiarezza su questa dicitura della circolare in quanto non essendo dipendenti dell’amministrazione statale i membri dei Comites non potrebbero usufruire del rimborso delle spese e propone che il coordinatore presenti un documento a nome dell’Intercomites dove si chiede chiarezza riguardo a questo punto della circolare. Tutti i presenti sono d’accordo.

Riguardo al tredicesimo punto all’ordine del giorno, prende la parola il Pres. Liberati il quale afferma che la sede del Comites di Chicago e’ stata chiusa il 14 ottobre 2009. Lo stesso afferma che si e’ voluto estinguere il Comites di Chicago per presunte inadempienze. Il Pres. Liberati afferma che tutto nasce da una disputa con il Consolato di Chiacago. Dopo una dettagliata e minuziosa analisi di tutto quello che e’ avvenuto tra il Comites di Chicago ed il Consolato, si apre un dibattito in particolare sui beni di proprieta’ del Comites. Il coordinatore Ferrigno afferma che di fatto il Console Motta, non collaborando con il Comites, ha portato alla chiusura dello stesso. Prende la parola il Console Generale Rocca il quale chiarisce che i beni dei Comites non sono tecnicamente di proprietà dei Consolati (e quindi dello Stato italiano), che infatti non li prendono in carico nei loro inventari; pertanto ogni decisione sul loro utilizzo é presa dai Comites, che sono anche sotto l'aspetto formale soggetti diversi e separati dai Consolati. Il Pres. Cicala aggiunge che bisogna distinguere tra Comites di Chicago ed Angelo Liberati; ogni azione intrapresa deve essere fatta dal Comites di Chicago, vedita o non dei mobili tutto deve essere fatto sotto il nome di Comites di Chicago. Inoltre, lo stesso Pres. Cicala ricorda che il Consolato di Chicago e' obbligato a fornire una sede dove il Comites possa operare. Il Pres. Tarantelli suggerisce di fare una delibera del Comites dove viene decisa la vendita dei beni, quindi un’ulteriore delibera per il rimborso ai debitori. Tutti i convenuti sono concordi nel stilare un documento dove si condannano tutti i Consolati che ostacolano i Comites rendendoli non idonei ad operare come organismo della comunita’. Il Pres. Arcobelli propone di inviare al piu` presto, tramite il coordinatore, il parere per il non scioglimento del Comites di Chicago, vista la richiesta da parte del CDP del CGIE e chiede al collega Liberati di inoltrare quanto prima una relazione dettagliata in risposta a quella presentata ed inviata al Ministero degli Esteri da parte del Console di Chicago Motta. Tutti i presenti sono d’accordo.

Sul quattordicesimo punto all’ordine del gionro, il Pres. Sassi comunica ai convenuti che sono stati chiusi due uffici scolastici; quello di Los Angeles e quello di Miami. Ci si lamenta del fatto che questi due uffici scolastici sono stati chiusi nel giro di pochi giorni non tenendo in considerazione i numerosi progetti attualmente in essere in queste comunita’. Lo stesso Pres. Sassi chiede al coordinatore di stilare un documento nel quale vengono chieste spiegazioni per aver adoperato questo metodo sbrigativo per la chiusura di questi due importanti centri e di chiedere, almeno per Miami, un rinvio di qualche mese per il passaggio delle consegne.

A riunione conclusa, il Delegato Di Piazza si rivolge ai parlamentari convenuti chiedendo loro come mai il governo ha deciso di tagliare i fondi alla stampa estera. Risponde il Sen. Giordano il quale afferma che sono stati tagliati i fondi a tutti i giornali in lingua italiana precedentemente sovvenzionati all’estero. Lo stesso Sen. Giordano comunica che ci sara’ una riforma del settore.

L’eletto Coordinatore Tarantelli chiede al Coordinatore Ferrigno, per il passaggio delle consegne, l’archivio, le proposte con le varie mozioni ed i verbali precedenti. Il Pres. Cicala risponde per Ferrigno, precisando che l’archivio e` stato consegnato al Primo Cons. Mancini e che dovrebbe trovarsi tutto in Ambasciata. Interviene il Pres. Arcobelli, precisando che alla riunione di Detroit del 2008 furono consegnate due cartelle contenenti il suddetto archivio, la cui tenuta e` di responsabilita` del coordinatore secondo il regolamento interno e che una e` stata consegnata al Cons. Mancini, ma l’altra al coordinatore subentrante Cicala; quindi chiede al collega Cicala di verificare.


Alle ore 14:30 il coordinatore chiude la seduta, ringrazia i presenti per essere intervenuti.

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